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	<title>Il Medioriente &#187; strage del Mediterraneo</title>
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	<description>Fauda e Balagan. Un blog di Alfredo De Girolamo ed Enrico Catassi</description>
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		<title>MAI O NON MAI!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 11:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mar Mediterraneo un cimitero silente. È questa l’immagine che ci compare davanti agli occhi dopo aver assistito all’ennesima sciagura nel Canale di Sicilia. Dove i corpi di 130 migranti non ricevono degna sepoltura. Non c&#8217;è bara e nome per le vittime di questa strage infinita. Disumana. Vergognosa non solo per Italia, Malta, Cipro, Grecia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mar Mediterraneo un cimitero silente. È questa l’immagine che ci compare davanti agli occhi dopo aver assistito all’ennesima sciagura nel Canale di Sicilia. Dove i corpi di 130 migranti non ricevono degna sepoltura. Non c&#8217;è bara e nome per le vittime di questa strage infinita. Disumana.<br />
Vergognosa non solo per Italia, Malta, Cipro, Grecia o Spagna ma per tutti gli Stati. Colpevoli di non agire, di voltarsi dall&#8217;altra parte, di non comprendere la complessità di questi eventi e soprattutto di mostrare la faccia del lato peggiore dell&#8217;egoismo. Mescolando subdola meschinità e razzismo. Viene da chiedersi, dov&#8217;è la coscienza dell&#8217;Europa? Politiche europee concrete in fatto di migrazione non ce ne sono, e non per colpa della burocrazia.<br />
La tendenza generale che prevale è a delegare. Salvo poi trovarsi come nell&#8217;operazione Mare Nostrum e in quella Triton difronte a fallimenti scritti. L&#8217;unico indubbio successo raggiunto in questi anni è stata la campagna di criminalizzazione nei confronti di chi spontaneamente prestava soccorso. Su cui è piovuto uno tsunami di fango. Ma di azioni alla radice del problema nulla. <br />
Nel suo recente rapporto annuale il centro studi gesuitico Astalli sottolinea che nel mondo ci sono 80milioni di persone in fuga da guerre, carestie, dittature e povertà. Suona tragicomico, ma per quelle persone il Covid è solo un problema in più, non il peggiore. La paura per la pandemia, i lockdown e l&#8217;introduzione di misure restrittive negli spostamenti non hanno frenato i migranti e la loro Odissea. Ininterrottamente hanno continuato il loro allucinante viaggio, sfiancati, schiavizzati e umiliati. Torturati e spediti a morte certa sulle carrette del mare. Flussi migratori che si sono mantenuti costanti lungo alcune rotte indipendentemente dall&#8217;evoluzione dei contagi.<br />
Nell&#8217;anno horribilis verso l&#8217;Italia abbiamo avuto un aumento (34mila in più) di arrivi via mare. Nel 2020 sono stati oltre 10mila i migranti intercettati e consegnati alla Libia, per finire in detenzione, in condizioni “inaccettabili”. Nell&#8217;arco dello scorso anno le vittime accertate nella traversata tra le spiagge africane e le coste italiane sono state poco meno di 1500. Dal 2014 sarebbero “almeno” 23mila i morti. Circa 400 dall&#8217;inizio del 2021. Restare impassibili non è meno sconcertante di coloro che avevano solennemente promesso che non si sarebbero “mai più ripetute scene di migranti dispersi in mare”, giuramento che pronunciarono tanto l&#8217;allora presidente della Commissione europea e quello del Parlamento europeo, quanto illustri ministri del nostro governo.<br />
Belle parole, solo parole. Oggi, l&#8217;interesse primario dell&#8217;Europa è giustamente rivolto alla ripresa sociale ed economica. C&#8217;è tuttavia qualcuno che non dobbiamo escludere dal programma di rinascita. Sono coloro che abbiamo dimenticato nell&#8217;inferno delle prigioni libiche, stipati nelle carovane nel deserto, nei campi profughi, smarriti in un Continente dalle mille criticità. E che riceve troppo poco aiuto. Esempio, anche questo, di un&#8217;epoca segnata dalla disuguaglianza.</p>
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