<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Medioriente &#187; laicità</title>
	<atom:link href="https://www.ilmedioriente.it/?feed=rss2&#038;tag=laicita" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilmedioriente.it</link>
	<description>Fauda e Balagan. Un blog di Alfredo De Girolamo ed Enrico Catassi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Dec 2024 14:26:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.38</generator>
	<item>
		<title>LA LAICITE&#8217; DELLO STATO</title>
		<link>https://www.ilmedioriente.it/?p=703</link>
		<comments>https://www.ilmedioriente.it/?p=703#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2020 09:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmedioriente.it/?p=703</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;autunno nero. Dall&#8217;Austria alla Francia con la paura del Covid e quella del terrorismo. La peste degli attentati dalla matrice politica e dai profondi risvolti religiosi ritorna inesorabilmente alla cronaca, anche nell&#8217;era della pandemia. Da un lato gli eccessi del confronto tra Macron ed Erdogan: le tensioni nel Mediterraneo dall&#8217;Egeo alla Libia, lo scambio di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autunno nero. Dall&#8217;Austria alla Francia con la paura del Covid e quella del terrorismo. La peste degli attentati dalla matrice politica e dai profondi risvolti religiosi ritorna inesorabilmente alla cronaca, anche nell&#8217;era della pandemia. Da un lato gli eccessi del confronto tra Macron ed Erdogan: le tensioni nel Mediterraneo dall&#8217;Egeo alla Libia, lo scambio di aspre accuse, la fine della diplomazia e l&#8217;insorgere, nel mondo islamico, della protesta nelle piazze, con insulti e minacce rivolte a Parigi. Dall&#8217;altro lato corre in parallelo, anche se meno partecipata, la jihad, la “guerra santa” organizzata o improvvisata ma pur sempre violenta, distruttiva. Difficilmente prevedibile. Colpisce isolatamente, in simultanea o a catena, con macabra ritualità. Indirizzata tanto contro il singolo individuo, l&#8217;insegnante di provincia Samuel Paty, quanto contro i luoghi di culto, la cattedrale di Nizza. Assale in modo casuale gli spettatori di uno spettacolo o i passanti in strada, come avvenuto a Vienna. Il fondamentalismo islamico, alimentato da fondi di stati internazionali, striscia all&#8217;interno di una comunità, la umma musulmana, priva di confini, frontiere. Una comunità deterritorializzata e spesso emarginata. Danneggiata e sfruttata dalle geopolitiche del neocolonialismo; discriminata e osteggiata quotidianamente dalle forme di razzismo presenti nella società; offesa dall&#8217;islamofobia. Il fanatismo fa leva proprio sul messaggio di rivalsa, di vendetta, contro gli aggressori giudaico-cristiani, sull&#8217;esposizione propagandista dell&#8217;islam a modello alternativo all&#8217;Occidente. Nel mezzo al campo di questa epocale battaglia di civiltà c&#8217;è la difesa della laicità dello stato francese. Bastione che trova, almeno a parole, la solidarietà delle istituzioni europee.</p>
<p>In Francia, la lunga lotta tra laicità e cristianesimo è culminata nella rivoluzione, con la caduta del re, quale espressione di Dio in terra, e l&#8217;ascesa del popolo sovrano. Queste sono state le premesse alla separazione tra il potere temporale e quello spirituale, la divisione tra Chiesa e Stato. A sancire formalmente questo storico passaggio il concordato di Napoleone con la Santa Sede di Pio VII. Un secolo dopo, nel 1905, a Parigi il processo è reso irreversibile con l&#8217;emanazione di una specifica legge. Norme che nel corso degli anni sono state abrogate o modificate anche cospicuamente, non però nell&#8217;essenza del testo. Allora, l&#8217;islam era marginale. Oggi, che in Francia in percentuale la partecipazione religiosa della componente musulmana è maggiore rispetto a quella cristiana, è percepito il bisogno di reimpostare i canoni del rapporto tra cittadino e religione. Macron ha recentemente varato un programma di stop al “separatismo islamico”, si è dato il compito di definire un nuovo “contratto” per un “islam repubblicano”, slegato dalle influenze di forze esterne, per una maggiore integrazione. Nella sostanza l&#8217;Eliseo vuole impedire che il potere della religione sia anche politico e che Erdogan si erga a profeta. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ilmedioriente.it/?feed=rss2&#038;p=703</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
