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	<title>Il Medioriente &#187; bilancio UE</title>
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	<description>Fauda e Balagan. Un blog di Alfredo De Girolamo ed Enrico Catassi</description>
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		<title>I DISCOLI DI VISEGRAD</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 08:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le prossime scadenze per l&#8217;approvazione del bilancio 2021-2027 sono la prova della tenuta dell&#8217;Europa. In un contesto di complessità “caratteriali” che sembrano inconciliabili emergono problematiche accantonate, mettendo a nudo il disallineamento, le contrapposizioni, che provocano il cortocircuito dei meccanismi salvastati. Con conseguente ritardo nell’erogazione del Recovery Fund e la limitazione delle possibilità di spesa per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le prossime scadenze per l&#8217;approvazione del bilancio 2021-2027 sono la prova della tenuta dell&#8217;Europa. In un contesto di complessità “caratteriali” che sembrano inconciliabili emergono problematiche accantonate, mettendo a nudo il disallineamento, le contrapposizioni, che provocano il cortocircuito dei meccanismi salvastati. Con conseguente ritardo nell’erogazione del Recovery Fund e la limitazione delle possibilità di spesa per ciascun stato. Il rischio è di far scattare, per la prima volta, l&#8217;esercizio provvisorio: tetto degli stanziamenti in dodicesimi mensili calcolati sull&#8217;esercizio precedente. Conti alla mano danni per miliardi di euro. Meno soldi per innovazione, ricerca e sviluppo.<br />
In queste delicatissime ore di trattativa diplomatica a tenere in bilico le spese condominiali dell&#8217;Ue è il veto della triade Ungheria, Polonia e Slovenia. Ovvero, il nerbo del patto di Visegrád, l&#8217;asse tra i paesi ex comunisti ed oggi inclini al populismo. Guidati da partiti d&#8217;ispirazione clerico-nazionalista e da leader autocratici: giudeofobici e islamofobici, razzisti. Intolleranti e illiberali, ostili alla stampa indipendente, agli oppositori e all&#8217;accoglienza. Per consonanza assimilabili, purtroppo, ai regimi di Putin, Erdogan o Aliyev. Ricattano sfrontatamente, vanno contro gli interessi dei cittadini. Tuttavia, le spinte primatiste dell&#8217;Est differiscono da movimenti secessionisti come i pro Brexit di Nigel Farage perchè non manifestano nessun interesse ad uscire dall&#8217;Unione. Al contrario spingono per tenere il piede dentro, non fosse altro perché economicamente hanno maggiormente da perdere auto escludendosi.<br />
In linea di principio non si oppongono al piatto offerto dalla Commissione per il rilancio (Varsavia ottiene oltre 60 miliardi di € mentre Budapest 15, la metà in aiuti a fondo perduto), ma alla clausola di “condizionalità” che il bilancio prevede d&#8217;introdurre. Un vincolo che legherebbe l&#8217;accesso agli strumenti comunitari al grado di salute dello stato di diritto del richiedente. È il perimetro geografico e culturale a cui l&#8217;Europa di domani vuole obbligare i suoi attuali condomini, con un formale contratto locativo valido 6 anni.<br />
Inquilino insoddisfatto, indisponente e da non prendere a modello è il premier ungherese Viktor Orbán. Stella della destra sovranista internazionale. Architetto della nuova Budapest quale futura Aquisgrana, da erigere sulle ceneri di Bruxelles. Orbán il ribelle antieuropeista, su cui solo i richiami della Merkel sembrano avere qualche minimo effetto. Proprio Berlino si sta adoperando per trovare soluzioni per svicolare lo stop all&#8217;approvazione del bilancio con un piano alternativo. Intervenire direttamente tramite un meccanismo-ponte che consenta l&#8217;emissione di obbligazioni, garantite da tutti, tranne i succitati stati indisciplinati. Un mezzo per rispettare l&#8217;avvio di sovvenzioni e prestiti, urgenti e curativi. Resta da capire se è un avviso di sfratto ai condomini per atteggiamento irriguardoso.</p>
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