<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Medioriente &#187; Balad</title>
	<atom:link href="https://www.ilmedioriente.it/?feed=rss2&#038;tag=balad" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilmedioriente.it</link>
	<description>Fauda e Balagan. Un blog di Alfredo De Girolamo ed Enrico Catassi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Dec 2024 14:26:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.38</generator>
	<item>
		<title>Voto israeliano 2015: traguardo volante</title>
		<link>https://www.ilmedioriente.it/?p=102</link>
		<comments>https://www.ilmedioriente.it/?p=102#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 11:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Avodà]]></category>
		<category><![CDATA[Balad]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Hadash]]></category>
		<category><![CDATA[Hatnua]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Knesset]]></category>
		<category><![CDATA[Kulanu]]></category>
		<category><![CDATA[Likud]]></category>
		<category><![CDATA[Nazareth]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Ra'am]]></category>
		<category><![CDATA[Ta'al]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmedioriente.it/?p=102</guid>
		<description><![CDATA[Il voto israeliano del 2015 passerà alla storia per aver dato vita, almeno durante la campagna elettorale, alla creazione di grandi coalizioni e aver prodotto non trascurabili rotture interne ai principali partiti. Per la prima volta avversari storici hanno deciso di convogliare a nozze, mescolando i propri candidati in liste congiunte. In ordine cronologico i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il voto israeliano del 2015 passerà alla storia per aver dato vita, almeno durante la campagna elettorale, alla creazione di grandi coalizioni e aver prodotto non trascurabili rotture interne ai principali partiti. Per la prima volta avversari storici hanno deciso di convogliare a nozze, mescolando i propri candidati in liste congiunte. In ordine cronologico i primi a siglare un accordo sono stati i laburisti dell&#8217;Avodà e i centristi di Hatnua. I due partiti insieme rappresentano nei sondaggi la più forte forza politica del paese. Il sodalizio tra laburisti e centristi è scaturito dalla ricerca di erigere un fronte comune alla candidatura di Netanyahu. La popolarità del Primo Ministro è ancora molto alta in Israele. Tuttavia il suo partito il Likud scricchiola. Messo sotto pressione dalle varie costole fuoriuscite in questi anni: a destra dall&#8217;ascesa dei nazionalisti di HaBayit HaYehudi, movimento guidato da Naftali Bennet giovane cresciuto politicamente nelle file del Likud, e a sinistra dalla recente scissione e conseguente formazione del partito Kulanu, espressione di Moshe Kahlon già ministro delle comunicazioni e del sociale per il Likud. Entrambi gli schieramenti andranno a pescare nel bacino di voti di Netanyahu. E sarà quindi interessante capire quali danni questa lenta erosione potrà causare alla struttura del partito del premier. Chi non pescherà tra i voti dei delusi del Likud è certamente l&#8217;altra unione originata in queste ore. Lo sfaccettato mondo dei partiti arabi, meglio dire dei partitini vista l&#8217;esigua entità numerica, ha scelto la via della coalizione. Partiti che storicamente sono stati in perenne lotta tra di loro, che si sono scontrati per una manciata di voti necessari a passare lo sbarramento, per una volta, hanno deciso di unirsi. Il neo listone o listino coagula i comunisti di Hadash, i riformisti di Ta&#8217;al, i panarabi di Balad e gli islamici del Ra&#8217;am. Atei, laici e religiosi con l&#8217;obiettivo di diventare il terzo blocco nella Knesset. Uniti sotto la bandiera dell&#8217;anti-sionismo i leader della nuova organizzazione politica hanno dato inizio alla campagna elettorale con una conferenza stampa a Nazareth: “Non riconosciamo l&#8217;approccio arabi contro ebrei o ebrei contro arabi. La nostra lista che include sia arabi che ebrei non è contro la società israeliana, ma lotta per la società israeliana.”</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ilmedioriente.it/?feed=rss2&#038;p=102</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
