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	<title>Il Medioriente &#187; Ali</title>
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	<description>Fauda e Balagan. Un blog di Alfredo De Girolamo ed Enrico Catassi</description>
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		<title>AGOSTO FEROCE</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 17:27:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #1a1a1a">La Terra Santa sotto shock. In poche ore due crimini assurdi hanno sconvolto il mondo. Shira e Ali, la prima 17 anni e israeliana, il secondo 18 mesi e palestinese, entrambi vittime dell&#8217;intolleranza e del fondamentalismo. La giovane ragazza pugnalata da un ortodosso al gay pride di Gerusalemme. Mentre il bambino è stato arso vivo nella propria casa in un attacco di nazionalisti israeliani. Di qua e di là dal muro si piange, stesse lacrime, stesso orrore. Il Medioriente sprofonda ancora una volta in un abisso di disumanità. In Israele il governo di destra formato da Netanyahu è ad un bivio: tolleranza zero nel combattere il terrorismo interno o accettare le richieste del movimento dei coloni, piegarsi all&#8217;intransigenza della religione o mantenere la laicità dello stato. Nell&#8217;Agosto 2005 Sharon attuava il piano di disimpegno unilaterale degli israeliani da Gaza. Evacuando dalla Striscia qualche migliaia di coloni e smantellando gli insediamenti. Furono giorni di tensione. In alcuni casi l&#8217;esercito e la polizia intervennero con la forza per sgomberare i manifestanti che si erano barricati rifiutando di lasciare Gaza. Dieci anni dopo la questione dei coloni israeliani è tornata prepotentemente alla cronaca. </span><span style="color: #0e0e0e">Recenti statistiche annoverano che il numero degli israeliani che risiedono oltre la Linea Verde è intorno alle 450 mila unità. I coloni godono di fatto degli stessi diritti dei cittadini israeliani: totale libertà di movimento, di parola, partecipazione alle elezioni nazionali, sicurezza sociale, sistema sanitario etc etc. A partire dagli anni &#8217;80 i vari governi israeliani hanno utilizzato la molla della crisi degli alloggi per favorire l&#8217;espansione delle colonie. Migliaia di giovani coppie, con basso reddito, hanno trovato casa ad un prezzo abbordabile negli insediamenti. Tuttavia solo il 40% motiva la legittimazione a vivere in quelle terre sul concetto di Eretz Israel, secondo cui quel lembo di terra sarebbe stato un dono offerto da Dio ai discendenti di Abramo e Mosè, e che quel vincolo sacro è tutt&#8217;oggi in essere. Le zone bibliche dell&#8217;antica Samaria e della Giudea coincidono oggi con i Territori Palestinesi Occupati della West Bank, dove, in base agli Accordi di Oslo, è in vigore una divisione per aree: A, B e C. Le colonie sono nelle aree denominate C, sotto il completo controllo israeliano. La questione degli insediamenti ebraici in tali aeree è oggetto di una controversia internazionale, di fatto è un elemento critico nel processo di pace. E forse il più intricato da risolvere.</span> <span style="color: #0e0e0e">“</span><span style="color: #0e0e0e"><i>La Linea Verde non esiste, almeno per me. Uno stato palestinese c&#8217;è e si chiama Giordania. Quella è la terra dei palestinesi. Io non credo nel processo di pace. I politici sono persone arroganti e non comprendono i bisogni delle persone. Non vivono in mezzo a noi. Non capiscono che non dobbiamo sederci al tavolo con i Palestinesi.</i></span><span style="color: #0e0e0e">” Questa la testimonianza raccolta in un insediamento sulle colline alle porte di Nablus, nel cuore della Palestina. A parlare è Avraham, un colono. Israele è oggi un microcosmo fatto di tanti pianeti che muovono verso la collisione. A riguardo abbiamo ascoltato la “profezia” del rabbino Yuval Cherlow, religioso “moderato”, impegnato contro il settarismo e l&#8217;omofobia. “</span><span style="color: #0e0e0e"><i>La società israeliana deve oggi creare o aggiungere un nuovo elemento di solidarietà; deve decidere la propria identità rispetto a tutti gli elementi che la compongono. Questo pericolo può seriamente minare la sua futura esistenza e la leadership politica, ideologica e intellettuale, educativa, deve assolutamente investire in questa ricerca così vitale per il suo futuro.</i></span><span style="color: #0e0e0e">”</span></p>
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